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31 marzo 2011

La gόccia scava la rόccia.


Prima puntata.

Una delle cose che a Dubai è molto diversa rispetto ad altri paesi è che spesso, non sempre, il servizio alla clientela è decisamente migliore quando è pubblico invece che privato.
Non ho esempi recenti per il pubblico, ma per il privato si.

Di recente dal plafone del bagno, che ha un controsoffitto, ha iniziato a scendere acqua. Rimuovo quindi il controsoffitto esponendo le tubature che sono fra la soletta e il controsoffitto. Da una breve indagine vedo che lo sgoccilamento non parte da un tubo ma viene da un’infiltrazione direttamente dal cemento della soletta. Essendo venerdì mattina (festivo) aspetto fino alla domenica (lavorativa) per chiamare la manutenzione, che è un servizio del palazzo dove abito.

La domenica a metà mattina si presentano due indiani, che per comodità chiameremo Gianni e Pinotto. Dotati di potenti mezzi quali una pila e una scala entrano in bagno, esaminano e confabulano. Dopo una decina di minuti decretano:

“Non è da una tubatura, sgoccila dal cemento”.

Colpito da tanta prespicacia non posso commentare con altro che:

“Ok...so?”. [Ok...quindi?].

La risposta confortante è stata:

“Dobbiamo chiamare l’ingegnere”.

A quel punto rassicurato dalla visita dell’esperto non mi è rimasto che attendere.
Nel pomeriggio della stessa giornata sulla sogla della porta si ripresentano Gianni, Pinotto, l’ingegnere (da qui in avanti “l’ingénieur”) dotati di pila, scala e cartelletta (dell’ingénieur). Rientrano in bagno, riguradano, ricofabulano. Dopo 10 minuti la sentenza dalla bocca dell’esperto:

“Gocciola dal cemento”.

Di nuovo non posso proferire altro che:

“Ok....so?”.

L’ingénieur aggiunge

“Viene da sopra...”

Penso: “cinque-sei anni di istruzione terziaria stanno finalmente dando i loro frutti!”.
Il castello mentale mi crolla quando decreta che la causa originaria è che il vicino del piano superiore lava il pavimento, l’acqua filtra attraverso una piasterlla rotta, o un tubo di scarico del pavimento, e filtra causando lo sgocciolamento.
Non sentivo una teoria così poco credibile dai tempi del proiettile sparato in aria che rimbalza sul calcinaccio e riflette poi in testa a Carlo Giugliani. Anche in questo caso esprimo i miei dubbi e faccio notare che per quanto pulito sia il vicino di casa in tre giorni io ho svuotato due baccinelle di “acqua infiltrata”. Mi pare un quantitativo eccessivo. Ma l’ingénieur sicuro del suo verdetto decreta una visita al piano di sopra e i tre se ne vanno e dicono che la portineria prenderà appuntamento col inquilino del piano di sopra e mi farà sapere.  

Più tardi chiamano dalla portineria per dirimi che l’inquilino esce di casa presto e torna tardi. Quindi fino a giovedì non possono entrare in casa sua. Resto quindi con la baccinella e con la gόccia che scava la rόccia.

[continua]

26 marzo 2011

Esperti di guerra

Questa mattina ho avuto un'illuminazione mentre facevo la colazione guardando RT, il canale russo all news in inglese.
Si! la Russia ha un canale all news in inglese, come la Francia, in parte la Germania, il Qatar; mentre la più importante produzione per l'estero di RAI international rimane la tragicomica trasmissione "la giostra del gol" che pare fermo al 1970. Chi l'ha vista sa di cosa parlo!

Ma sto divagando. Mentre parlavano della guerra in Libia hanno intervistato il "military analyst" (l'esperto di affari militari) per RT, tale Col. Evgeny Khrushchev. Che vedete a fianco.
A parte la sospetta parentela con l'ex primo segretario sovietico, la somiglianza con un altro esperto militare mi ha colpito. Tale Dr. Stranamore. Non quello di Castagna, quello vero, quello di Kubrick. Guardare per credere.

16 febbraio 2011

Singapore vs Dubai 1-2

Sono stato a Singapore di recente per una settimana.
Prima di partire mi era stato detto che Singapore e Dubai si somigliano molto.
Addirittura un amico, di Dubai, mi disse che Dubai aspirava ad essere come Singapore.
Allora nella mia testa è partita la sfida Singapore vs Dubai.

In realtà la città in se mi è piaciuta. Ma l'ho trovata immensamente meno vivibile di Dubai. Sopratutto per un occidentale.
Innanzitutto mi ha colpito il caldo e l'umido. Non si può certo dire che il caldo a Dubai manchi il caldo, ma a Singapore il caldo combinato con l'umido rendeva il clima poco piacevole. Oltretutto ha piovuto tutti i gironi per un'oretta. La pioggia però invece di rinfrescare, portava l'umidità a livelli di un bagno turco.
1-0 per Dubai.

Mi è piaciuto molto il fatto che si respirasse di più la storia della città. Nel senso che strade, monumenti, giardini hanno un valore storico più importante che qui.
Altro vantaggio significativo per la vivibilità della città è sicuramente il sistema di trasporto pubblico, che, al contrario di qui, è ben sviluppato.
1-1.

Ho girato parecchio nei quartieri centrali dove le  chiese protestanti, i palazzi alti i giardini danno una atmosfera molto europea. Quando sono stato nei quartieri più periferici ho invece visto una capitale asiatica. Molto densamente popolata.
Dubai ha un carattere più forte, più "indipendente". Singapore è il risultato (unico) di due-tre culture (occidentale e asiatica in primis) che si sono intrecciate.
2-1 Dubai e fischio finale. 

Chiudo con alcune foto

Qui lo slide show

































12 gennaio 2011

La FIAT e le dune

Mentre in Italia si discute con vari punti di vista sull'"accordo" FIAT per Pomigliano e Mirafiori continua a tornarmi in mente quanto capitato qui negli emirati, poche settimane fa.

C'è stata di recente una grossa protesta dei tassisti di Sharja, che è un emirato adiacente a Dubai. I tassisti hanno scioperato e protestato, cosa senza precedenti nella zona, perché le compagnie che gestiscono i taxi hanno deciso di cambiare il contratto coi lavoratori. Il nuovo "accordo" prevede un aumento della quota trattenuta dalla società (aumento di circa il 20%). Inoltre la tariffa minima è passata da 3 a 10 Dh (da 0.6 € a 2.10 €), il che, a detta dei taxisti, riduce l'utenza e quindi i loro introiti.
Le società di taxi sollevano problemi legati agli aumenti di costi legati all'aumento della benziana.

Quello che mi ha colpito sono state le parole del ministro dei trasporti, che, dopo aver ascoltato le parti, ha dato ragione alle società di tassisti e ha commentato "those [cab drivers] who do not want to accept the decision can resign and leave." Che più o meno suona come:"[i tassisti] che non accettano la decisione possono licenziarsi e andare via [nei loro paesi d'origine]".

La posizione di MArchionne riassunta dal FT è "If they rejected his offer, he would pull Fiat out of Italy".Traducibile in "o la mia minestra o si salta dalla finestra".

La globalizzazione non è solo la mozzarella a Tokio e il Sushi a Milano...